Basilico

Sistematica del Basilico (Ocimum basilicum Linneo, 1758) sec. il sistema Cronquist
Superdominium/Superdominio: Biota
Dominium/Dominio: Eucariota Whittaker & Margulis,1978
Regnum/Regno: Plantae Haeckel, 1866
Subregnum/Sottoregno: Viridaeplantae Cavalier-Smith, 1998 (Piante verdi)
Superdivisio/Superdivisione: Spermatophyta Gustav Hegi, 1906 (Piante con semi)
Divisio/Divisione o Phylum: Tracheophyta Sinnott, 1935 ex Cavalier-Smith, 1998 -
Subdivisio/Sottodivisione: Magnoliophytina Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1996
Classis/Classe: Rosopsida Batsch, 1788
Subclassis/Sottoclasse: Lamiidae Takht. ex Reveal 1993
SuperOrdo/SuperOrdine: Lamianae Takht., 1967
Ordo/Ordine: Lamiales Bromhead, 1838
Subordo/Sottordine: Lamiineae Bessey in C.K. Adams, 1895
Familia/Famiglia: Lamiaceae Lindl., 1836
Subfamilia/Sottofamiglia: Ocimoideae Kostel., 1834
Tribus/Tribù: Ocimeae Dumort., 1829
Subtribus/Sottotribù: Ociminae Bent. & Hook. f., 1876
Genus/Genere: Ocimum L. (1753)
Species/Specie: Ocimum basilicum Linneo, 1753

Sistematica del Basilico Ocimum basilicum Linneo, 1753) sec. il sistema APG II
Kingdom/Regno: Plantae (Plants/Piante)
Clade: Angiosperme
Clade: Eudicotiledoni
Clade: Tricolpate basali
Clade: Asteridi
Clade: Euasteridi I
Ordo/Ordine: Lamiales Bromhead, 1838
Familia/Famiglia: Lamiaceae Lindl., 1836
Genus/Genere: Ocimum L. (1753)
Species/Specie: Ocimum basilicum Linneo, 1753



La specie Ocimum basilicum L. possiede numerosi sinonimi che vengono di seguito elencati: I nomi comuni per ogni lingua sono:
Importanza economica, origine e diffusione
Il basilico è una specie orticola di antichissime tradizioni molto diffusa sia in Italia, sia nel resto d’Europa ed in alcune aree degli Stati Uniti, apprezzata per le sue caratteristiche aromatiche sia in cucina che nell'industria delle essenze e molto spesso anche come pianta ornamentale, a duplice attitudine, sui balconi e nei giardini.
L'essenza si estrae dalle piante raccolte all'inizio della fioritura, essiccate e conservate in luogo asciutto all’ombra. Il basilico contiene un olio essenziale (1,5% sul secco) che consente una resa di 2-4 kg di oli essenziali per tonnellata di prodotto fresco. I componenti principali di questo olio sono il metilcalvicolo (24%) il cineolo, il linaiolo e la canfora di basilico, oltre a tracce di glucosidi e di sostanze tanniche.
In cucina può essere utilizzato come condimento allo stato fresco oppure essiccato e ridotto in polvere. In Italia le coltivazioni più estese si ritrovano in Liguria sia in pien'aria che in serra, soprattutto ad Albenga, in quanto se ne fa un notevole commercio anche durante il periodo invernale. Estese colture si trovano anche nell’Italia meridionale ove trova largo uso nell'industria conserviera del pomodoro, dove foglie di basilico vengono aggiunte alle bacche di pomodoro scottate durante la fase di lavorazione industriale dello scatolamento.
Nei luoghi di origine (Asia ed Africa Tropicale) è utilizzata invece principalmente per estrarre l’essenza ed a questo scopo si coltiva nella Giamaica, nell’Isola Reunion ed anche nelle zone centrali e meridionali della Russia.
Nelle colture orticole di serra risultava una superficie coltivata a basilico intorno ai 65 ha con una produzione di 2.496 t di prodotto fresco.

Caratteri botanici, biologia e fisiologia
Il basilico è una specie erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Lamiaceae; presenta una radice fittonante ed uno stelo quadrangolare ramificato fino dalla base, alto 20-40 cm (figura 1).
Le foglie opposte, brevemente picciolate, glabre, hanno forma ovale-lanceolata ed il lembo può essere liscio o bolloso, di colore verde o violetto (figura 2).
I fiori biancastri (figura 3) sono riuniti a gruppi di 6-10 e portati da infiorescenze allungate a spiga (figura 4), sono ermafroditi e l’impollinazione è entomofila. La fioritura avviene da giugno ad ottobre.
Il frutto è un achenio (tetrachenio) utilizzato come seme (figura 5).

Figura 1 – Piante di basilico. Figura 2 – Foglie di basilico.

Figura 3 – Fiori di basilico.

Figura 4 – Infiorescenze allungate a spiga. Figura 5 – Tetracheni di basilico.


La germinabilità minima consentita per la commercializzazione del seme è del 65%. Il peso medio di 1.000 semi è di 1,3-1,5 g, ed un grammo contiene mediamente 700-800 semi; un litro di seme pesa 500-600 g. Il genere Ocimum comprende diverse specie e sottospecie coltivate che vengono di seguito indicate:
  1. Ocimum basilicum maximum L. (1753): é il tipo più coltivato sia per condimento sia per essenza; le piante sono alte 30-40 cm con foglie verdi e violette e fiori bianchi o lillà; appartengono a questa sottospecie le varietà “grande verde”, “violetto grande”, “di Genova grande verde” ed una varietà “anisum” con aroma simile a quello dell’anice.
  2. Ocimum basilicum minimum L. (1753): presenta piante ad accrescimento contenuto (20-30 cm di altezza) ma molto più ramificate con foglie piccole, verdi o rossastre, molto profumate, con fiori bianchi o rosei, coltivate soprattutto in vaso. A questa sottospecie appartengono le varieta “fine verde nano compatto», “fine verde”, “nano violetto”.
  3. Ocimum gratissimum L. (=Ocimum viride Willd., 1809): conosciuto anche come “basilico arborescente” per la maggiore altezza della pianta. Si differenzia per le foglie più allungate, dentate, i fiori color lilla ed i semi piccoli. Nella composizione dell’olio essenziale presenta una maggiore percentuale di timolo (35-40%), ed ha un aroma molto gradevole.
  4. Ocimum canum Sims, 1823: si tratta di una specie diffusa nei Paesi tropicali, caratterizzata dall’elevato contenuto in olii essenziali ed in particolare di canfora (30-35% del totale); l’aroma ricorda quello del garofano e della canfora.

Coltivazione
Il basilico è specie assai esigente nei riguardi del terreno e del clima. Preferisce i terreni leggeri ben dotati di sostanza organica con pH = 7. E’ importante anche una buona porosità per favorire il drenaggio, trattasi infatti di pianta che rifugge i ristagni di umidità pur presentando elevati fabbisogni idrici. Il basilico richiede un clima temperato caldo, per germinare è richiesta una temperatura minima di 15 °C; l’optimum è compreso tra 20 e 25 °C. In queste condizioni la germinazione si completa in 6-7 giorni. Durante la crescita risultano ottimali temperature comprese tra 20 e 25 °C; in caso di coltura in serra si consiglia di mantenere temperature minime di 18 °C ed aerare quando si superano i 25 °C.
Pur crescendo bene in pieno sole, si avvantaggia di un leggero ombreggiamento che favorisce la produzione di tessuti teneri e molto aromatici. L’umidità relativa elevata è favorevole per la crescita ma anche per lo sviluppo di marciumi data l’elevata densità a cui viene coltivato.
Come concimazione d’impianto si consigliano 20-30 t/ha di letame maturo ed 0,8-1,0 t/ha di concime complesso, con rapporto nutritivo spostato a favore del potassio (1 : 0,5 : 1,5). Dato il breve ciclo colturale (60-90 giorni) non si interviene con concimazioni supplementari se non in caso di necessità. Gli interventi irrigui debbono essere frequenti in modo da garantire una elevata ed uniforme umidità nel substrato.
La coltura può essere effettuata con semina diretta oppure con trapianto delle piantine allo stato di 4-5 foglie. Le semine in pien'aria si iniziano in primavera e si possono svolgere scalarmente per tutta l’estate. In autunno si possono effettuare semine in serre fredde ed in inverno in serre riscaldate. La semina diretta può essere effettuata a file distanti 20 cm oppure a spaglio in aiuole di 1 m di larghezza; in quest’ultimo caso nelle colture di serra si impiegano fino a 3-5 g/m2 di seme in modo da realizzare densità di 600-1.000 piantine/m2. La raccolta per il consumo fresco si effettua quando le piantine hanno raggiunto un’altezza minima di 10 cm estirpandole, formando mazzetti di 10-15 piantine ciascuno e disponendole in contenitori appositi (buste di carta, sacchetti di polietilene etc.) in modo da garantire una buona conservazione.

Avversità
Il basilico è soggetto agli attacchi di numerosi parassiti animali e vegetali; questi risultano maggiormente pericolosi nell’ambiente protetto della serra, dove temperature ed umidità risultano favorevoli al loro sviluppo.
Tra i patogeni che attaccano l'apparato radicale ed il colletto ricordiamo Pythium, Fusarium, Sclerotinia, che determinano marciumi delle radici e deperimento delle piantine; contro questi parassiti risultano efficaci soprattutto la disinfezione del terreno con vapore ed, eventualmente, fumiganti.
La parte aerea è soggetta principalmente agli attacchi di Botrytis cinerea Pers. che determina marciumi sulle foglie e sugli steli; fondamentale è il controllo dell’umidità e l’aerazione delle serre. Si segnalano anche attacchi di virus come quello del mosaico del cetriolo (CMV) che produce distorsioni e deformazioni fogliari e riduce gli internodi dello stelo nanizzando le piante.


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