Carota

Sistematica della carota (Daucus carota L.) sec. il sistema Cronquist
Superdominium/Superdominio: Biota
Dominium/Dominio: Eucariota (Eukaryota o Eukarya/Eucarioti)
Regnum/Regno: Plantae (Plants/Piante)
Subregnum/Sottoregno: Tracheobionta (Vascular plants/Piante vascolari)
Superdivisio/Superdivisione: Spermatophyta (Seed plants/Piante con semi)
Divisio/Divisione: Magnoliophyta Cronquist, 1996 (Flowering plants/Piante con fiori)
Subdivisio/Sottodivisione: Magnoliophytina Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1996
Classis/Classe: Rosopsida Batsch, 1778 (Dicotyledons/Dicotiledoni)
Subclassis/Sottoclasse: Cornidae Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1994
Superordo/Superordine: Aralianae Takht., 1967
Ordo/Ordine: Araliales Reveal, 1996
Familia/Famiglia: Apiaceae Lindl., 1836
Subfamilia/Sottofamiglia: Daucoideae Burnett, 1835
Tribe/Tribù: Dauceae W.D.J. Koch, 1824
Subtribus/Sottotribù: Daucinae Dumort., 1827
Genus/Genere: Daucus Linnaeus, 1753
Specie: Daucus carota Linnaeus, 1753
Sistematica della carota (Daucus carota L.) sec. il sistema APG II
Kingdom/Regno: Plantae (Plants/Piante)
Clade: Angiosperme
Clade: Eudicotiledoni
Angiosperme tricolpate
Nucleo delle tricolpate
Asteride
Euasteride II
Ordo/Ordine: Araliales
Familia/Famiglia: Apiaceae Lindl., 1836
Subfamilia/Sottofamiglia: Daucoideae Burnett, 1835
Tribe/Tribù: Dauceae W.D.J. Koch, 1824
Subtribus/Sottotribù: Daucinae Dumort., 1827
Genus/Genere: Daucus Linnaeus, 1753
Specie: Daucus carota Linnaeus, 1753



Generalità e dati statistici
La carota è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbelliferae. Il suo nome scientifico, oltre che Daucus carota, ha dei sinonimi: Daucus gingidium L. subsp. gingidium, Daucus gingidium L., Daucus communis Rouy & E.G. Camus.dakkos che significa pianta selvatica, il suo nome volgare deriva dal greco karotón.
La carota spontanea è diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa. Ne esistono molte e diverse cultivar che sono coltivate in tutte le aree temperate del globo.
Allo stato spontaneo è considerata pianta infestante e si trova facilmente in posti assolati ed in zone aride e sassose, ma anche in tutti gli ambienti rurali e perfino alle periferie cittadine.
La carota ha occupato in Italia, nel 2006, una superficie di Ha 13.390, con una produzione di t 634.257. Questa produzione è ripartita tra Abruzzo (t 152.000, pari al 24%), Emilia Romagna (t 145.710, pari al 23%), Sicilia (t 136.026, pari al 21%), Lazio (t 116.407, pari al 18%) e altre Regioni (t 84.114, pari al 13%). In Abruzzo la produzione è totalmente concentrata nella provincia dell'Aquila, in particolare nell'altopiano del Fucino dove si coltivano circa 2.000 ettari di carote destinate per l'80% al mercato fresco e per il restante 10% all'industria. Inoltre, in questo territorio si coltiva la Carota dell'Altopiano del Fucino Igp produzione di qualità riconosciuta con Regolamento Ce n. 148 del 15 febbraio 2007. In Sicilia il primato spetta invece alla provincia di Ragusa, che da sola rappresenta il 59% (80.000 ton - dati Istat) della produzione regionale, seguita dalla provincia di Siracusa con il 32% (44.200 ton, dati Istat). Nelle province di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta, si coltiva la Carota Novella di Ispica Igp, altra produzione di qualità
Gli scambi commerciali import-export del nostro paese evidenziano un aumento delle esportazioni di carote rispetto alle importazioni che restano sostanzialmente stabili. Infatti le esportazioni si attestano su un quantitativo di 107.000 tonnellate (dati Ismea 2006) destinate in particolare alla Germania, con un incremento del 13% rispetto al 2005; mentre le importazioni sono pari a 8.900 tonnellate (dati Ismea, 2006), provenienti in particolare dalla Francia, valori in linea con quelli dell'anno precedente.

Morfologia
Pianta erbacea biennale, a volte perennante, con un portamento da slanciato a semi-cespuglioso che raggiunge in genere l'altezza di 1 m, potendo, a volte, superare anche 1,70-2 m. Presenta una radice a fittone verticale più o meno ingrossato e lignificato, di colore giallo-biancastro. Lo scapo fiorale è rigido ed irsuto.
Nel secondo anno sviluppa un fusto eretto e ramificato con grandi ombrelle di forma globulare composte da ombrellette.

•Radice
La radice è lunga, a fittone, di colore giallastro. Il fittone ha dimensione di 18-20 cm con diametro intorno ai 2 cm a forma cilindrica.

• Foglie
Le foglie sono picciolate e abbraccianti il fusto, da 1 a 4-pennatosette (sono divise fino alla nervatura principale), quelle basali con un numero maggiore di divisioni, e di dimensioni maggiori, rispetto a quelle della parte apicale; i segmenti sono da lineari a oblunghi a lanceolati, in prevalenza lineari nella foglie della porzione apicale.

• Fiori
Infiorescenze ad ombrella composta, di forma globulare, di dimensioni variabili e portanti alla base un numero variabile di brattee in genere pennatosette con divisioni ± lineari e la cui lunghezza non eccede mai il raggio dell'ombrella; alla base delle ombrelline secondarie sono presenti brattee di dimensioni più piccole e con lamina della stessa forma, ma con meno divisioni; fiori minuti, delicatamente profumati, o quasi inodori, zigomorfi e con 5 petali da biancastri a ± rosati, quelli più esterni all'ombrella di dimensioni maggiori; al centro dell'ombrella è generalmente presente (ma può anche non esserci) un fiore sterile con corolla di un colore porporino assai scuro, tendente al nero.
Le infiorescenze dopo la fecondazione dei fiori si chiudono a nido d’uccello.
Nei fiori sono presenti delle piccole ghiandole profumate che attirano gli insetti. Fiorisce in primavera da maggio fino a dicembre inoltrato.

• Frutti
I frutti sono degli acheni (diacheni) di colore che va dal bruno a più o meno rossastro a maturità, di forma da ovale a ellittica, con due ordini di coste longitudinali, uno con soli peli semplici, l'altro portante solo aculeiche aiutano la disseminazione da parte degli animali. Durante la fruttificazione le brattee alla base della infiorescenza tendono a chiudersi a protezione dei frutti assumendo spesso una forma globosa.

Avversità
Le più importanti avversità che colpiscono la carota sono la mosca della carota (Psila rosae) e i funghi Sclerotinia sclerotiorum e Rhizoctonia solani.

Parte che si utilizza
La carota è coltivata per il fittone radicale di colore bianco nelle varietà da foraggio ed arancio nelle varietà da ortaggio (cristalli di caroteni nei cromoplasti delle cellule parenchimatiche).
La carota è ricca di vitamina A (Betacarotene), B, C, PP, D e E, nonché di sali minerali e amidi. Per questo motivo il suo consumo favorisce un aumento delle difese dell'organismo contro le malattie infettive.

Composizione e valore energetico
(in percentuale per 100 gr. di prodotto - Fonte Istituto Nazionale della Nutrizione):
• Parte edibile 95%
• Acqua 91,6 g
• Proteine 1,1 g
• Lipidi 0 g
• Glucidi disponibili 7,6 g
• Fibra alimentare 3,1 g
• Energia 33 kcal
• Sodio 95 mg
• Potassio 220 mg
• Ferro 0,7 mg
• Calcio 44 mg
• Fosforo 37 mg
• Niacina 0,7 mg
• Vitamina C 4 mg
• Vitamine B1, B2, PP, E, D
• Vitamina A e provitamina A.

Usi del fittone

La parte edibile della carota - che si coltiva due volte l'anno - è la radice (sviluppata a cono rovesciato): le carote precoci vengono raccolte dopo circa quattro mesi mentre le tardive ne richiedono circa sei. In base al tempo di coltivazione la loro lunghezza può variare da un minimo di 3 cm a un massimo di 20 cm.
L'uso in cucina della carota è svariato; può essere utilizzata per preparare puree, succhi, minestre, dolci ecc., ma anche cruda in insalata. Ad una temperatura di 0 °C ed un'umidità percentuale tra 90-95 si può conservare per diversi mesi mantenendo inalterate tutte le sue proprietà organolettiche. Se cotta al vapore o consumata cruda conserva ugualmente ogni sua proprietà.
La parte centrale color porpora del fiore bianco viene usata dagli artigiani della miniatura.
Dai suoi frutti si ricava un olio aromatico che viene usato per la fabbricazione di liquori.
La carota è molto usata in cosmesi perché antiossidante e ricca di betacarotene, perciò stimola l'abbronzatura prevenendo la formazione di rughe e curando la pelle secca e le sue impurità; la sua polpa è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature della pelle.
La carota è molto indicata per la cura delle affezioni polmonari e nelle dermatosi; quale gastro-protettore delle pareti dello stomaco è un ottimo antiulcera.
Fra le altre molteplici proprietà curative, la carota ha quelle di prevenire l'invecchiamento della pelle, facilitare la secrezione del latte nelle puerpere, tonificare il fegato, regolare il colesterolo.
Altri benefici riconosciuti sono la facilitazione della diuresi, la tonificazione dei reni, l'innalzamento della emoglobina, la regolazione delle funzioni intestinali. Infine, favorisce la vista portando sollievo ad occhi stanchi ed arrossati.

Nomi comuni
• cepo bianco;
• pastinaca;
• gallinaccio;
• carota selvatica;
• cima piuda.

Nomi regionali
Campania: pastenàca
Emilia-Romagna: pastenega, caròta;
Lombardia: carotula;
Puglia: pastanaca, caraut;
Sardegna: fortinàja;
Toscana: carrota, pistinega.
.
Alcuni dati commerciali rilevati il 17.07.2009
• Dati dettagliati di vendita:
- nord: 1,35 €/kg;
- centro: 1,25 €/kg;
- sud: 1,10 €/kg;
- media nazionale: 1,25 €/kg.

• Prezzo medio settimanale:
- origine: 0,21 €/kg;
- ingrosso: 0,56 €/kg.

• Prezzo medio periodico:
- ultimi 15 giorni: 1,29 €/kg;
- grande distribuzione: 1,22 €/kg;
- negozio specializzato: 1,40 €/kg;
- mercato: 1,24 €/kg;
- prezzo più alto (Cremona: negozio specializzato): 3,20 €/kg;
- prezzo più basso (Milano: grande distribuzione): 0,69 €/kg.


Ambiente pedologico favorevole (limitatamente alla rizosfera)
• tessitura: sabbioso (85 - 95% di sabbia);
• drenaggio: l'acqua deve essere rimossa dal suolo prontamente senza il verificarsi, durante la stagione vegetativa, di eccessi di umidità limitanti lo sviluppo della coltura;
• profondità utile: 50 cm;
• pH: 6-7;
• falda: 60-80 cm di profondità;
• salinità: moderatamente tollerante 3-5 mS/cm.

Ambiente climatico favorevole
• temperatura minima: con radice già ingrossata tollera i -3° C in inverno;
• temperatura ottimale di accrescimento: 13-16° C;
• temperatura massima: oltre 35° C cessa l'attività vegetativa;
• umidità del terreno: mantenere valori costanti di umidità ed evitare stress idrici (umidità in eccesso ed in difetto).

Rotazione
L’avvicendamento colturale è una pratica necessaria al fine di evitare una ridotta crescita delle piante dovute ad un complesso di cause denominate “stanchezza del terreno”.
Il ristoppio non è consigliabile, così pure fra due colture successive deve intercorrere un intervallo di due anni nel caso non si siano registrati attacchi di nematodi; oppure occorre osservare un intervallo di tre anni di altre colture.
Si consiglia di evitare la successione con barbabietola, cipolla e con altre ombrellifere. Buoni risultati si hanno quando la coltura segue cereali, radicchio, melone.

Preparazione del terreno
Si consiglia una accurata sistemazione del terreno per facilitare lo sgrondo dell’acqua.
Si consiglia un’aratura effettuata a 35-40 cm di profondità; che può essere convenientemente sostituita da una vangatura a 30-35 cm qualora l’aratura sia stata effettuata alla coltura precedente.
In prossimità della semina, il terreno dovrà essere finemente sminuzzato. Si consiglia di effettuare la concimazione organica alla coltura precedente per evitare che l’eccessiva concentrazione di azoto ammoniacale determini malformazioni dei fittoni.

Varietà
La scelta varietale può essere effettuata in relazione alla destinazione del prodotto commerciale, cioè per mercato fresco oppure per industria:
• varietà per il mercato fresco:
- Napoli;
- Bolero;
- Premia;
- Puma;
- Nandor.
• varietà per industria:
- Kamaran;
- Karotan;
- Krakov;
- Macon;
- Maxima;
- Napoli.

Vengono di seguito indicate alcune varietà ed ibridi di peperone dolce alcune sottoposte a prove di confronto varietale:
  • Ibrido F1 “Turbo (figura 1): è un nuovo ibrido, precoce, di tipo Nantese, ottenuto in Francia dopo lunghi e pazienti studi. Le radici sono molto omogenee, lunghe cm 18-20, armoniosamente formate senza colletto verde; sono di ottima presentazione e colorazione sia interna sia nella parte esterna. “Turbo” è varietà adatta alle raccolte meccaniche e grazie al suo fogliame di colore verde scuro, ma ridotto, si adatta molto bene anche per le raccolte “a mazzetto”. E’ pure adatta per qualsiasi tipo di terreno sia al nord che al sud d’Italia, purché sciolto, permeabile e di buona fertilità.
  • Ibrido F1 “Nandor” (figura 2): Carota del tipo Nantese, cioè mezza lunga (18-20 cm.), perfettamente cilindrica, liscia, di color rosso vivo; assolutamente senza cuore e senza colletto verde. Questa eccezionale varietà è indicata per semine primaverili-estive, per raccolta, rispettivamente, in estate ed in autunno, raccolta che può protrarsi, a seconda della latitudine, fino alla primavera successiva grazie alla sua particolare tenuta in campo. La raccolta può avvenire in modo scalare.
  • Carota “Belicum 2 selezione Oranza” (figura 4): è una carota a radice lunga, cilindrica, a punta ottusa, senza anellature. Polpa di colore intenso, dolce, aromatica, cristallina. Fogliame vigoroso. Di ottima conservazione si raccoglie scalarmente da giugno a novembre, raggiungendo facilmente rese unitarie di 500 q/ha
  • Carota “Flakkee 2” (figura 5): è la più voluminosa carota lunga. Si presenta ottusa, con punta terminale allungata. Fogliame resistente anche ai calori estivi.
  • Carota “Mezza lunga nantese 2” (figura 6): precoce, senza cuore, cilindrica, di media grossezza.
  • Carota “Rubrovitamina lunga” (figura 7): radice lunga, di grosse dimensioni, a forma tronco-conica di colore rosso intenso, ricca di carotene e di vitamina B. Varietà relativamente precoce e di elevata produzione, è indicata sia da mercato sia per l’industria conserviera e farmaceutica.
  • Carota “Chantenay” (figura 9): è una carota mezza lunga tra le più coltivate per la buona resa in peso delle radici di forma conica.


Figura 1 - Ibrido di carota F1 “Turbo”.

Figura 2 - Ibrido di carota F1 “Nandor”.

Figura 3 - Carota “Amsterdam 2 selezione Sweetheart”.

Figura 4 - Carota “Belicum 2 selezione Oranza”.

Figura 5 - Carota “Flakkee 2”.

Figura 6 - Carota “Mezza lunga nantese 2”.

Figura 7 - Carota “Rubrovitamina lunga”.

Figura 8 - Carota “Lunga rossa ottusa”.

Figura 9 - Carota “Chantenay”.



Una varietà di carota molto speciale è quella del Salento chiamata localmente Pestanaca (anche: Pistanaca o Pastinaca).
Questo gustoso ortaggio salentino, facilmente riconoscibile per i suoi caratteristici colori, è particolarmente legato a Tiggiano ed in particolare al suo Santo Patrono: S. Ipazzio (vescovo originario dell’Asia Minore); è proprio tra il 18 e il 19 gennaio, quando la pistanaca raggiunge una buona maturazione, che viene festeggiato il santo orientale e tutte le specialità locali, tra le quali le pestanache, le quali vengono vendute sui banchi della fiera mattutina. Da qualche anno, la proloco di Tiggiano, si impegna a promuovere la pestanaca, vero simbolo della gastronomia tiggianese, con concorsi, mostre e dimostrazioni culinarie.
La Pestanaca si mangia generalmente cruda, ben lavata; ha un sapore particolare che cambia da varietà in varietà e modalità di coltivazione. E’ molto ricca di vitamine e proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e altre interessanti caratteristiche nutrizionali.

Pastinaca del Salento align=
La pastinaca del Salento, un ecotipo di carota pugliese.


Scelta della tecnica d’impianto
Si consiglia la scelta del tipo d’impianto in base al materiale di propagazione e al sesto di impianto. Per quanto riguarda il materiale di propagazione, si consiglia l’impiego di seme conciato e con percentuale di germinabilità dichiarata, in modo tale da calcolare con esattezza un numero di piante ad ettaro.
Si consiglia di effettuare la semina a bande secondo i parametri seguenti parametri:
• larghezza della banda (cm): 6-7;
• distanza fra le bande: 25-35;
• densità (n. piante/ha): 1,4-1,8 milioni;
• quantità di seme (kg/ha): 2,0-2,5.

Per anticipare le semine autunnali (novembre-dicembre) e invernali (gennaio-febbraio) è oggi consigliabile l’utilizzazione di una copertura definita soffice con film di PE incolore dello spessore di 0,06-0,07 mm che consente di precocizzare le raccolte di circa 20 giorni. La copertura verrà rimossa quando il film è sollevato dall’apparato fogliare o quando si notano i primi danni da elevate temperature (scottature).
Con l’impiego della copertura si consiglia di effettuare la semina entro solchetti, della profondità di circa 10 cm e della larghezza di 15 cm, formati al momento della semina. In questo caso il terreno è sistemato a prose aventi larghezza di 1,8-2 m.

Fertilizzazione
I valori di asportazione per la carota sono:
• N: 4,0 Kg/1 t di prodotto raccolto t.q.;
• P2O5: 1,7 Kg/1 t di prodotto raccolto t.q.;
• K2O: 6,6 Kg/1 t di prodotto raccolto t.q.;
• Mg 0,6 Kg/1 t di prodotto raccolto t.q.;
• Ca 3,0 Kg/1 t di prodotto raccolto t.q.;

CONCIMAZIONE FOSFO-POTASSICA
Gli apporti di P2O5 e K2O devono essere calcolati in base alle asportazioni presunte.
Per valutare la dotazione del terreno bisogna riferirsi ai sesti d’impianto, alle densità d’investimento consigliati ed ai valori di asportazione nella coltura della carota sopra riportati, considerando che la carota è una coltura mediamente esigente in fosforo.
Tali quantità non possono comunque superare i limiti massimi fissati in relazione alla dotazione di questi elementi nel terreno e che sono appresso indicati.
Nella tabella che segue, infatti, sono indicati gli apporti massimi e le epoche di distribuzione consigliate in rapporto all'elemento fertilizzante ed alla sua dotazione nel suolo.

Dotazione del terreno Elemento fertilizzante Apporti massimi (Kg/ha) Epoca di distribuzione
Bassa

P2O5
K2O
250
300
Pre-semina
Pre-semina
Normale

P2O5
K2O
100
150
Pre-semina
Pre-semina
Elevata

P2O5
K2O
50
100
Pre-semina
Pre-semina


CONCIMAZIONE AZOTATA
Le quantità di N da apportare sono pari alle asportazioni della presunta produzione. Tuttavia, è consigliabile non superare il valore di 120 Kg/ha, quantità che deve essere frazionata a partire dalla semina o trapianto.

COEFFICIENTE TEMPO
Tale coefficiente indica la quota (su base annua) di elementi nutritivi che si rendono disponibili per la coltura dalla mineralizzazione di matrici organiche (sostanza organica del terreno, ammendanti). Per la carota, coefficiente tempo è uguale a 0,5. Si ricorda che deve essere utilizzato per stimare le disponibilità effettive per la coltura di N, P2O5 e K2O, derivanti dall’impiego di ammendanti organici.

Irrigazione
Si rimanda alla parte generale per gli approfondimenti riguardanti la gestione dell’irrigazione.

Diserbo
Si rimanda alla parte generale per gli approfondimenti riguardanti la gestione del controllo delle infestanti.

Difesa
Si rimanda alla parte generale per gli approfondimenti riguardanti la gestione della difesa integrata della carota.
• I campionamenti visuali:
I campionamenti, che hanno lo scopo di verificare la situazione fitosanitaria della carota e l’eventuale necessità di un intervento, si riferiscono ad un programma di rilievi a cadenza settimanale da eseguire durante l’intero periodo vegetativo e consistono nell’osservazione di 20 piante ogni 1000 m2. Alla raccolta, o immediatamente prima, si osservano 100 radici per 1000 m2 per rilevare la presenza di eventuali danni e per trarre indicazioni utili all’impostazione della difesa l’anno successivo.

CRITTOGAME
Alternariosi delle foglie causata da Alternaria dauci (Kühn) Groves & Skolko:
• Interventi agronomici:
- interramento in profondità dei residui vegetali contaminati;
- ampi avvicendamenti colturali;
- uso oculato delle irrigazioni;
- impiego di seme sano oppure conciato.
• Interventi chimici:
- si può intervenire alla comparsa dei primi sintomi, soprattutto su colture da seme, senza superare i due interventi all'anno, usando:
Prodotti rameici;
Difenoconazolo;
Azoxystrobin;
Pyrimetalin.

Marciumi basali causati da Sclerotinia sclerotiorum (Lib.) de Bary, Sclerotinia minor Jagger e Rhizoctonia solani Kühn.;
• Interventi agronomici:
- evitare eccessi di azoto;
- avvicendamenti con piante poco recettive, quali i cereali.
• Interventi chimici:
- i trattamenti sono di norma limitati a piccole superfici o ad ambienti confinati. Si usa:
Tolclofos metile;
Dicloran;
Coniothyrium minitans Campbell, un fungo antagonista che da ottimi risultati e contenuto nel p.a. di Contans.

Oidio causato da Erysiphe heraclei de Candolle
• Interventi chimici:
- Intervenire solo alla comparsa dei primi sintomi usando:
Zolfo

FITOFAGI
Mosca della carota Psila rosae F.
• Interventi chimici:
- solo nelle zone dove sono ricorrenti gli attacchi del dittero e limitatamente alle semine primaverili-estive;
- ritardare le semine di luglio, dopo il volo delle mosche;
- si consiglia di installare trappole cromoattrattive di colore giallo;
- le trappole (almeno 3, distanziate fra loro di 20 m) vanno collocate 5-6 m all'interno della coltivazione, sui lati adiacenti ad insediamenti e macchie arbustive, all'inizio della primavera, prima che la temperatura del terreno raggiunga i 12-15 °C necessari per lo sfarfallamento degli adulti;
- il trattamento di copertura va indicativamente eseguito dopo circa 130 gradi giorno (valore soglia 3-4°C) calcolati a partire da 3-5 giorni dopo una significativa cattura di adulti. Il p.a. da usare è:
Azadiractina;
Piretro naturale, attivo anche contro gli afidi.
• Le modalità di distribuzione:
i volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari alla carota non dovrebbero superare i 600 l/ha.

Raccolta
• Epoca
L’estirpazione tardiva delle carote consente di ottenere un prodotto più ricco di beta-carotene (provitamina A) e di saccarosio. Esso risulta più idoneo alla conservazione e maggiormente resistente ai danni meccanici.
Uno stadio di maturazione troppo avanzato determina un deprezzamento commerciale del prodotto, in quanto legato alla lignificazione del “cuore” (cilindro centrale), alle spaccature della parte corticale ed all'inverdimento del colletto.
• Modalità
La raccolta delle carote può essere effettuata manualmente o con macchine in grado di compiere la sola escavazione o anche l’eliminazione delle foglie e del terreno dalle radici.



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